Scavo archeologico Drimolen - Kigelia

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Scavo archeologico Drimolen

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Rendiconto missione 2007

Nel corso della prima missione archeologica avvenuta nel 2006, è emersa l’esigenza di una maggiore valorizzazione del sito che non può essere unicamente ottenuta con lo svolgimento di un progetto di ricerca. Per la conservazione, tutela e promozione del sito state identificate varie linee di azione da sviluppare nel corso dei prossimi anni:
(1) Per la salvaguardia del sito si prevedono opere di recinzione, di collegamento alla linea elettrica del vicino villaggio e di collegamento al sistema idrico, col fine ultimo di costituire un’area di laboratorio e di esposizione per il pubblico

(2) Lo sviluppo di un programma di ricerche che, come sua ricaduta, consenta di promuovere un’elevata preparazione di studenti sudafricani in questo settore di indagine che possano agire poi anche come curatori del patrimonio e guide al sito archeologico.
(3) Interventi diretti di formazione di studenti sudafricani tramite loro coinvolgimento nell’attività di scavo sul sito e con visite agli altri siti e musei di interesse specifico.
(4) Attività di promozione sia a livello nazionale (in Sudafrica ed in Italia) e sia a livello internazionale anche tramite l’ampia pubblicizzazione dei risultati delle ricerche scientifiche

Durante la campagna di scavo 2007, a causa della ridotta disponibilità di finanziamenti il gruppo di ricerca si è concentrato sul'attività di scavo e di formazione di studenti sudafricani. Come nel 2006 l'attività di scavo è avvenuta nella zona del deposito costituita da brecce decalcificate. La continuazione degli scavi ha consentito il ritrovamento di ulteriori resti di faune, di Ominidi fossili e di possibili utensili in osso. Grazie al contributo di personale italiano della missione – il prof. P Mazza, docente di paleontologia, è stata avviate l’analisi dei reperti rinvenuti in questa campagna di scavo e nelle campagne precedenti. L'analisi delle faune ha permesso l’identificazione sistematica di ogni reperto a livello di genere o di famiglia, consentendo di confermare e di aggiornare la lista delle specie presenti a Drimolen. E' stata anche approfondita la questione se i frammenti ossei rinvenuti presentassero tracce di azione di morso di carnivori. In altri siti sudafricani, è noto che l’accumulo di resti di faune è dovuto essenzialmente all’azione di carnivori. È stato interessante notare che invece a Drimole solo una minima percentuale di resti scheletrici presenta tracce di azioni di carnivori. Questo suggerisce che probabilmente le cause e le modalità di accumulo di faune a Drimolen sono diverse da quelle di altri siti e ancora da definire. Un altro risultato di notevole rilevanza della missione 2007 è stato che nel corso di questa opera di identificazione delle faune scavate in anni passati sono emersi ulteriori reperti di Ominidi fossili che non erano stati riconosciuti al momento del recupero. Si tratta di denti isolati di individui infantili e di un frammento di osso zigomatico. Questo fatto sottolinea l’importanza del lavoro di revisione dei materiali già scavati che è stato avviato da quest’anno dai componenti della missione. Per quanto riguarda l'attività di formazione, studenti sudafricani hanno affiancato gli studenti italiani nell scavo. Sotto la supervisione del Dott. Menter gli studenti hanno collaborato insieme nelle attività di selezione e identificazione dei reperti faunistici provenienti dallo scavo. Inoltre sono state organizzate visite presso gli altri siti paleontologici nella area e presso le collezioni museali di Johannesburg e di Pretoria sotto la guida del Prof. Moggi – Cecchi.


 
 
 
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