Scavo archeologico Drimolen - Kigelia

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Scavo archeologico Drimolen

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I fossili: due specie ai primordi dell'umanità

Il quadro delle nostre conoscenze relative agli Ominidi Plio-Pleistocenici Sudafricani si è modificato sostanzialmente dal momento in cui hanno cominciato ad essere pubblicati i primi risultati dello studio dei resti fossili provenienti dal sito di Drimolen. Due specie di Ominidi fossili sono state riconosciute a Drimolen: Paranthropus robustus , che rappresenta una specie facente parte di un ramo collaterale della linea evolutiva umana, e poi una specie ancora difficilmente definibile ma con buona probabilità attribuibile al genere Homo I resti fossili di Paranthropus numericamente più abbondanti rispetto a quelli attribuibili al genere Homo. Fra i resti fossili più spettacolari attribuiti alla specie Paranthropus robustus  vi è un cranio quasi completo di un  individuo di sesso femminile. Si tratta sicuramente del resto craniale di un Australopitecina più completo scoperto in tutta l’Africa fino ad oggi. Oltre a questo vi sono numerosissimi resti di individui  in età infantile, alcuni dei quali molto ben conservati, ed addirittura un osso di un neonato  – un resto unico al mondo. Questi resti sono particolarmente importanti perché sono estremamente rari nella documentazione fossile e ci danno un  quadro delle modalità di accrescimento di questi Ominidi. Di particolare interesse invece nel tracciare le prime fasi dell’evoluzione che ha portato alla nostra specie sono i resti fossili attribuiti al genere Homo, fra i quali dei frammenti di un cranio, la mandibola e due ossa lunghe dello scheletro appartenenti ad un individuo infantile, con i denti da latte ancora chiaramente visibili. Non è possibile al momento stabilire di che specie di Homo  si tratta, e cioè Homo habilis, specie nota dai siti coevi dell’Africa  orientale oppure se, come sostengono alcuni  autori, si tratti di una specie diversa, endemica del Sudafrica. Ulteriori reperti permetteranno di chiarire questo aspetto. I resti archeologici rinvenuti al sito di Drimolen sono rappresentati da utensili in osso. Si trovano infatti numerosi frammenti di ossa lunghe di animali che mostrano nella parte apicale chiare tracce di usura, evidenze del loro uso ripetuto in tempi successivi. Sono fra le prime testimonianze di una forma molto primitiva di cultura,  di utilizzo di strumenti molto semplici per scopi che devono ancora essere compresi esattamente.

 
 
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