Scavo archeologico Drimolen - Kigelia

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Scavo archeologico Drimolen

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Il sito archeologico di Drimolen

Il sito di Drimolen è uno dei siti paleontologici ed archeologici all’interno della zona nota anche come ‘Cradle of Humankind’ a circa 40 km da Johannesburg.  È localizzato nella ‘Rhino and Lion Nature Reserve’ e fu scoperto dal geologo André Keyser nel 1992. Fra tutti i siti paleontologici della zona è certamente quello potenzialmente più ricco di tutti in termini di resti fossili di Ominidi, antenati  della  linea evolutiva umana. Infatti fino ad oggi sono venuti alla luce oltre un centinaio di reperti di ominidi fossili.
I resti paleontologici ed archeologici provengono da sedimenti accumulatisi all’interno di caverne nel corso di milioni di anni e andati poi incontro a processi di fossilizzazione. I depositi rocciosi sono attualmente costituiti da brecce all’interno delle quali sono presenti i resti fossili di vertebrati ormai estinti. Nel corso del tempo l’erosione ha portato alla rimozione delle rocce carbonatiche che formavano le pareti delle caverne ed ha quindi esposto i depositi fossiliferi. Gli scavi condotti fino ad oggi hanno permesso di portare alla luce una fauna molto ricca, composta da Carnivori, antilopi di varie taglia, Insettivori e anche  vari Primati, fra i quali due specie di ominidi fossili (Paranthropus e Homo). L’insieme  dei resti faunistici ha permesso di stimare l’età geologica dei depositi ad un periodo tra 1,5 e 2 milioni di anni fa. Lo studio del sito ha evidenziato la presenza di due aree nel deposito, più o meno coeve, delle quali una costituita da brecce altamente calcificate ed un’altra che ha subito processi di decalcificazione ed è quindi di consistenza tale da poter essere scavata con metodi tradizionali. Lo scavo a Drimolen segue metodologie archeologiche standard. Il materiale proveniente da depositi decalcificati viene scavato in quadranti di 1mx1m per 10 cm di profondità. I depositi di breccia calcificati, invece, vengono rimossi in blocchi di dimensioni variabili. Di  ciascun blocco viene registrato la posizione tridimensionale all’interno del deposito per mezzo di un teodolite. Questo permetterà quindi la ricostruzione della posizione di ogni fossile all’interno del deposito. I fossili vengono rimossi  dalla matrice rocciosa con l’aiuto di piccoli trapani ad aria compressa.

 
 

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