Scavo archeologico Drimolen - Kigelia

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Scavo archeologico Drimolen

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Lo scavo, i fossili e il Sudafrica

ll Sudafrica occupa senza dubbio un posto di rilevanza mondiale per le ricerche relative all’origine dell’uomo. La ricchezza e l'importanza del patrimonio Sudafricano è tale che nel 1999 l'area nella quale si trovano i principali siti archeologici e paleontologici è stata nominata dall'UNESCO come 'World Heritage Site' - 'The Fossil Hominid Sites of Sterkfontein, Swartkrans, Kromdraai and Environs". Dalla fine degli anni ‘90 si è sviluppato poi un notevole interesse per gli studi paleo-antropologici  sudafricani che pongono il Sudafrica come centro di importanza mondiale nel settore, e sono stati avviati nuovi scavi di siti archeologici e paleontologici. Tutti questi siti sono oggi giustamente considerati come parte del patrimonio culturale non soltanto del Sudafrica ma di tutta l'umanità, ed i fossili come  una ricchezza da conservare e valorizzare. Le recenti scoperte effettuate in particolare nel 2010 hanno poi contribuito a far conoscere ancora di più questo aspetto della ricerca e della cultura sudafricana. Fra questi siti certamente uno dei più interessanti è rappresentato dal sito di Drimolen, a circa 5.5 km di distanza da Sterkfontein e da Swartkrans. Drimolen fu scoperto dal  geologo André Keyser nel 1992. Fra tutti i nuovi siti paleontologici  della ‘Cradle of Humankind’ è certamente quello potenzialmente più ricco in termini di resti fossili di Ominidi. Infatti fino ad oggi sono venuti alla luce oltre un centinaio di reperti. Lo scarso interesse del sistema politico di apartheid nei confronti del patrimonio culturale sudafricano ha causato una limitata presenza di personale accademico e tecnico qualificato nella conservazione e nell’analisi dei reperti archeologici e paleontologici Sudafricani. Alla ricchezza paleontologica ed archeologica del Sudafrica non corrispondono altrettanto adeguate possibilità di gestione di questi materiali, sia dal punto di vista della loro conservazione e restauro, sia per quanto riguarda il loro studio scientifico. Il gruppo antropologico italiano ha iniziato a collaborare con le istituzioni  sudafricane fin dal 1989 con la descrizione, lo studio e la catalogazione dei famosi reperti di Ominidi fossili scavati fra il 1966 e il 1996 dal sito di Sterkfontein, e dal 1992 dal sito di Drimolen. Questa lunga collaborazione ha portato nel 2006 alla creazione della missione paleoantropologia Italia/Sudafrica e all'organizzazione della prima campagna di scavi al sito di Drimolen, finanziata e sostenuta anche dal Ministero degli Esteri. Dal 2007 è stato inoltre avviato un secondo progetto che si è posto un'obiettivo più ampio: non solo la ricerca sui reperti fossili fin qui scoperti, la conservazione del sito di Drimolen ma anche la valorizzazione del patrimonio paleo-antropologico ed archeologico in quest’area e la formazione di studenti e tecnici sudafricani.

 
 
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